
Tutti parlano di pubblica amministrazione e di pubblici impiegati, ma nessuno è un addetto ai lavori. Professori universitari, industriali, giornalisti, principi del foro e giudici, politici di ogni estrazione predispongono schemi, progetti, riforme, controriforme senza sapere di cosa stanno parlando. Soprattutto, non conoscono l’umanità del pubblico impiego, non sanno come si lavora e come si vive nel pubblico impiego. Costoro, che hanno sempre presentato i pubblici uffici come luogo di lettura di giornali, dagli anni ’70 in poi, non hanno accumulato altro che fallimenti e disastri. Una dimostrazione di ciò che dico sta nel fatto che ancora oggi si parla di fannulloni nonostante le innumerevoli e “illuminate” riforme.
A nessun “addetto ai lavori” è stato concesso di fornire la propria esperienza nell’elaborazione delle norme; non esiste, in Parlamento, alcun deputato o senatore che sia stato eletto in quanto pubblico impiegato. Vi sono forse professori, dirigenti regionali, funzionari pubblici ma non sono espressione del pubblico impiego e siedono in Parlamento perché provengono da una scuola politica ove hanno militato. Anche il massimo esponente dell’imprenditoria Italiana, Luca Cordero di Montezemolo, durante il convegno sul Trattato di Lisbona per l'inaugurazione della «School of Government» della Luiss, ha detto a gran voce che: «La politica ha la precisa responsabilità di non aver introdotto riforme adeguate per far funzionare bene la macchina dello Stato». (di Alessandro Bertasi 24/02/2010 – Il Tempo.it).
Questo non è il mio caso! Se sarò eletto, Io sarò colui che esprime il lavoro pubblico e per questo in grado anche di capire e tutelare il lavoro privato come quello della cooperazione che merita di essere rilanciato perché di fondamentale importanza sociale.
A differenza di tanti illustri e dotti personaggi, Io conosco la Pubblica Amministrazione dal suo interno, dalla sua parte vivente; Io sono portatore delle sue sofferenze, ma anche delle sue virtù.
Quando ho fatto accesso al pubblico impiego, ho fatto una scelta di campo, ho scelto di servire la “Nazione”.
E con questo animo ritengo di avere le idee e la capacità per rimettere in piedi la P.A. e partecipare ad un concreto percorso di crescita del Paese. Ciò perché una sana Pubblica Amministrazione corrisponde ad una sana impresa privata, ad un mercato ordinato, ad una onesta politica e ad un sereno vivere civile.
Amministrare la cosa pubblica non è cosa da poco e non può essere frutto d'improvvsazione. Perchè dovremmomvotare te?
RispondiEliminaHo studiato 4 anni giurisprudenza, un anno di speializzazione in "tutela dei consumatori", un anno di Master tributario in Bocconi, abilitazione come ufficiae della riscossione, giornalista, docene del'Agnzia delle Entrate, eserto in tematiche fiscali, contributi e finanziamenti pubblici etc ... Non voglio essere presuntuoso ma io sono proprio il tipo di candidato che dovrebbe presentarsi ed essere eletto perchè conosco la Costituzione e la rispetto, cnosco il diritto amministrativo e lo applico ogni giorno, vivo di stipendio e non sono un improvvisato che a causa della crisi cerca una collocazione nel mondo politico.
RispondiEliminaSi, ma non hai mai gestito una azienda. Non pensi che gestire lo Stato sia un pò come gestire una fabbrica? Io vedo ogni tanto gli statali che lavorano: si, c'è qualcuno che si impegna, ma la media......
RispondiEliminaIn definitiva tu ritieni che sia meglio scommettere su un burocrate preparato, rispetto a un giovane imprenditore che ha imparato lavorando e che saprebbe dove mettere le mani per sbloccare lo Stato, una macchina che non corre?
Nulla contro il lavoro privato, ma non cadiamo in luoghi comuni, non si può generalizzare dicendo che il lavoratore pubblico è un burocrate. Io ho lavorato nel privato e mi è piaciuto moltissimo. Ora lavoro nel pubblico e mi piace altrettanto, ma se dovessi scegliere tra un manager privato che conosce le leggi solo della nicchia in cui opera o un manager pubblico che ogni giorno ha a che fare con un mondo di cose sempre nuove, non avrei dubbi, punterei sul pubblico perchè conosce come lavorano i 4 milioni di dipendenti pubblici e sa come utilizzarli al meglio. Conosce i tempi dello Stato e sa benissimo che l'Itlia è solo una minima realtà di un sistema europa assai più grande e più articolato all'interno del quale se non sai distrcarti nella burocrazia e nelle normative più svariate ti perdi e rischi di fare le cose male.
RispondiEliminaVORREI RISPONDERE A ANONOMO DEL 24 MARZO. MI SEMBRA CHE QUESTO SIA PROPRIO IL MOMENTO IN CUI A NUMEROSI IMPRENDITORI SIA STATA AFFIDATA LA MACCHINA DELLO STATO .... CON I RISULTATI CHE TUTTI ABBIAMO SOTTO GLI OCCHI. NON E' FORSE IL CASO DI RIFLETTERCI UN PO' SU?
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