
CURRICULUM VITAE E PROFESSIONALE
Funzionario dell’Agenzia delle Entrate, coordinatore del Tavolo di lavoro sulla partecipazione degli Enti Locali alla lotta all’evasione fiscale.
Laureato in giurisprudenza presso l’Università degli studi di Roma la Sapienza; Master in “diritto tributario d’impresa” conseguito presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano.
Membro della Commissione di vigilanza delle Cooperative presso la Prefettura di Milano per il triennio 2003/2006.
Giornalista pubblicista, ha redatto monografie ed articoli su tematiche fiscali ed inerenti la disciplina giuridica degli immobili vincolati dal Ministero per i Beni Culturali con particolare attenzione per i finanziamenti.
Partecipa come relatore a convegni, conferenze e seminari su argomenti di fiscalità locale e nazionale per conto di enti pubblici, ordini professionali ed Università.
E’ rappresentante dei lavoratori per la sicurezza presso l’Agenzia delle entrate, Direzione regionale della Lombardia.
Ho passato in rassegna gli argomenti presentati sul blog, che ti stanno a cuore e di cui tu sei esperto e competente. Ma per molte persone, e la prima sono io, credo sia importante spendere due parole sulla tua personale posizione riguardo "i valori non negozioabili" che hanno raccomandato in questi giorni i vescovi come criterio di scelta degil elettori.
RispondiEliminaSto parlando di rispetto della vita (aborto, eutanasia), tutela della famiglia (naturale), tutela del diritto all'educazione (difesa scuole libere), ecc. La regione può influenzare molto questi aspetti....
Politica e questione morale: cosa hai da dire sulle vicende di Prosperini e della Gariboldi? Esiste un sistema di potere di CL in Regione? E tu ne sei fuori o dentro? E se tu ne sei fuori, cosa ti illudi di poter fare?
RispondiEliminaMa l'UDC non è il partito che comanda in Sicilia con il tuo amico Totò Cuffaro? Mi risulta che abbia avuto delle condanne, ma ancora fa politica. Cosa gli diresti se te lo trovassi di fronte al prosimo congresso dell'UDC? E Casini perchè non lo sostituisce con qualcuno meno chiacchierato?
RispondiEliminaCaro Umberto, tu mi chiedi di esprimermi su cose grandi ed importanti. A volte mi sento come una formica di fronte al mare alla quale si chiede di spiegare cos’è il mare, cos’è l’infinito … Non c’è spazio infinito in un essere “finito”. La vita è un valore universale e deve essere sempre rispettata anche se troppo spesso si dimentica il dono del libero arbitrio. Noi non siamo giudici, al nostro cospetto nessuno deve giustificare nulla. Quello che credo si debba fare è sostenere la vita in modo non violento e nel rispetto delle sofferenze altrui. L’uomo non dovrebbe mai sostituirsi a Dio ne nei fatti ne nel giudizio. Io sono figlio di divorziati da quando i divorziati si contavano sulla punta delle dita e crescere così non è stato bello anche se ho avuto due genitori eccezionali che amo e stimo profondamente. Per me i bambini sono al centro del mondo ed hanno diritto ad avere una famiglia unita e serena al di la degli egoismi dei genitori. La scuola deve continuare ad essere libera e chiunque deve avere la possibilità di poter scegliere quale frequentare e far frequentare. Lo Stato ha l’obbligo di eliminare gli ostacoli che si pongono tra le famiglie e una possibilità di scelta libera.
RispondiEliminaIo non mi illudo, sono maggiorenne e vaccinato e so che da soli si fa poca strada. Credo invece nella gente comune, in quella che ogni giorno deve affrontare la vita e magari lo fa sorridendo. I politici di professione non fanno più parte di questa categoria di persone, hanno perso il senso della realtà e non capiscono più i problemi veri. La corsa alle elezioni è diventata una questione di vita o di morte e l’elezione viene intesa come la vincita di un concorso pubblico, il migliore dei concorsi. Vedo ogni tipo di persona impettita e ritratta su un “santino” o su di un manifesto, con la faccia di chi saprà risolvere tutti i nostri problemi. Ci sono tutti, da pasticciere all’impiegato, dal politico di professione al calzolaio. Nulla contro nessuno, sia ben chiaro, ma mi chiedo come possa un calzolaio intendersi di appalti pubblici, scrivere una legge fiscale o stabilire quali siano i migliori mezzi per combattere l’evasione per il bene comune. E non capisco neppure gli imprenditori che motivo hanno di mettersi in politica. Lo fanno perché non sono buoni imprenditori e vogliono cambiare lavoro oppure per quali altre ragioni? Una campagna elettorale è costosissima e la legge sulla par condicio l’ha resa ancora più costosa perché per fare qualunque cosa devi pagare. Quindi mi chiedo di fronte ad un così grande investimento quali aspettative hanno i nostri impettiti personaggi sui manifesti? La questione morale c’è ancora prima della politica! Il problema è che il mediocre guarda troppa televisione e poi anche lui vuole le veline, la barca, la villa etc e senza fare fatica. Io non sarò eletto perché come tanti altri non ho speso un patrimonio per farmi la campagna elettorale. Non ne ho le possibilità e comunque lo ritengo vergognoso soprattutto di fronte a tante persone indigenti … i manifesti non si mangiano. Dovremmo cominciare a non votare le facce che vediamo più spesso appese ai muri. Riguardo a Proserini e Gariboldi cosa dire, c’è un’indagine in corso e se dovessero risultare colpevoli ritengo giusto che ne paghino le conseguenze. Io sono fuori da qualunque giro ma non mi sento di esprimermi negativamente nei confronti di nessun gruppo che crede in valori che possono essere anche condivisibili. Le persone, spesso amici, che ho conosciuto di CL sono bravissime persone e degne del mio e del tuo rispetto e non mi sembrano cospiratori che voglio a tutti i costi gestire poteri oscuri. Credo che la politica dovrebbe essere fatta da brave persone, competenti però come lo erano i membri dell’assemblea costituente.
RispondiEliminaI partiti sono fatti di idee e non di persone. Io credo nei valori dell'UDC e confido nelle persone che ho conosciuto in Lombardia: padri e madri di famiglia onesti e dediti all'interesse della collettività da perseguire con una politica moderata e non aggressiava.
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